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Quando hai davvero sentito il sapore di qualcosa?


Ti faccio una domanda scomoda. Qual è stata l'ultima cosa che hai mangiato ieri?

E adesso la vera domanda: che sapore aveva?

Se fai fatica a rispondere, sei in ottima compagnia. Mangiamo guardando lo schermo, camminiamo pensando all'arrivo, facciamo la doccia ripassando la riunione. Il corpo è in un posto, la testa è in un altro, e il presente resta scoperto.

Nel counseling che pratico si lavora molto su questo. Puoi raccontarmi per un'ora quello che pensi di provare, ma il momento in cui succede davvero qualcosa è quando ti accorgi che mentre lo dici hai le spalle tirate su, o che il respiro si è fermato. Il corpo non mente e non rimanda. È l'unico posto in cui il presente accade.

E i sensi sono la porta più veloce per rientrarci. Non serve meditare un'ora, serve accorgersi. Il sapore del pomodoro, l'acqua fredda sui polsi, il rumore delle cicale alle tre del pomeriggio, l'odore della pelle dopo il sole.

L'estate, in questo, è generosa. Ci mette davanti sapori e temperature e luci che d'inverno non abbiamo. Il problema è che spesso ci passiamo dentro senza toccarle.

C'è un dettaglio che mi ha sempre colpito: quando torniamo davvero nei sensi, la mente smette di rimuginare. Non perché ce lo imponiamo, ma perché non può fare due cose insieme. Sentire davvero è già una forma di riposo.

Quindi oggi non ti chiedo di pensare meno. Ti chiedo di sentire di più.



Esercizio 2, il primo pezzo di anguria

La prossima volta che mangi qualcosa che ti piace, l'anguria, una pesca, un gelato, il primo pomodoro della stagione, dedica il primo boccone soltanto a quello.

Niente telefono, niente conversazione, niente pensieri sul dopo.

Guardalo per un istante. Sentine l'odore. Poi mettilo in bocca e mastica lentamente, notando la temperatura, il dolce, l'acqua, il filo di acidità sul fondo.

Un boccone, non tutto il piatto. Poi riprendi pure normalmente.

Se ti va, prova a farlo una volta al giorno per il resto della settimana, con cose diverse. È il modo più semplice che conosco per ricordare al corpo che c'è qualcuno a casa.


Simone

FLOW TRIBE

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