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Il cambiamento silenzioso, da ora

Carissimi,

ci sono momenti dell’anno in cui il cambiamento non arriva in modo evidente, ma si insinua lentamente, quasi in silenzio, come se qualcosa iniziasse a muoversi senza che ce ne accorgiamo.

Aprile, per me, è uno di quei momenti.

Non è solo una questione di stagione, di luce che si allunga o di giornate che diventano più morbide, ma è come se si aprisse uno spazio diverso anche dentro, uno spazio più disponibile, meno rigido, in cui iniziare a sentire cose che magari nei mesi precedenti erano rimaste in sottofondo.

E poi c’è la Pasqua, che anche al di là del significato più religioso, è vista in tutto il mondo come un ritorno alla vita, appunto, una rinascita.

 

Per molto tempo ho pensato alla rinascita come a qualcosa da costruire, da conquistare, quasi come se fosse il risultato di uno sforzo, di un cambiamento intenzionale, di una decisione forte presa in un certo momento della vita.

Oggi, invece, mi accorgo che ha più a che fare con un ritorno che con una conquista.

Un ritorno a sé.

Perché prima ancora di cambiare qualcosa fuori, c’è un passaggio che spesso saltiamo, ed è quello dell’ascolto profondo di ciò che stiamo vivendo, senza filtri e senza la fretta di sistemarlo.

 

Negli ultimi giorni ho concluso un workshop sulle personalità, e quello che è emerso con grande forza è quanto facilmente finiamo per identificarci con il nostro modo di essere, con i nostri automatismi, con quelle reazioni che si ripetono così tante volte da sembrarci parte fissa di noi.

Come se fossimo quello.

E invece, proprio lì, si apre una possibilità diversa.

 

E' il caso di uno dei partecipanti, che proprio ieri mi raccontava di aver passato una settimana infernale al lavoro, quasi abbattuto per non essere stato in grado di fronteggiare in modo nuovo la situazione, ma di esserne stato vittima. Ed è proprio in quel momento che ha compreso, uscendo dallo schema, il lavoro fatto al workshop, la consapevolezza per quanto accaduto, lo schema e le parti in gioco.

 

Oppure la telefonata, qualche giorno fa, di un altro partecipante, che ha capito di avere qualcosa di non concluso e di non affrontato, quello che in Gestalt chiamiamo "unfinished business". Anche se ancora non ha le risposte, mi viene da dire: "che meraviglia!", è l'inizio del taglio con il proprio schema.

 

 

Noi non siamo il nostro schema

Possiamo iniziare a osservarlo mentre accade, possiamo accorgerci del momento esatto in cui stiamo reagendo in modo automatico, e in quello spazio, anche se inizialmente è piccolo, inizia a comparire una forma di libertà.

Non una libertà ideale, ma concreta, fatta di micro scelte diverse.

Una possibilità che nasce dall’ascolto.

 

E forse è proprio questo che rende aprile un momento così particolare, perché mentre tutto intorno sembra riattivarsi e prendere forma, anche noi possiamo permetterci di fare un movimento simile, ma in una direzione più interna, più silenziosa.

Non aggiungendo qualcosa, ma togliendo.

Togliendo il rumore che copre ciò che sentiamo.Togliendo l’urgenza di dover dare subito una risposta.Togliendo l’idea di dover essere sempre in un certo modo per sentirci a posto.

E lasciando spazio.

Perché è in quello spazio che iniziamo davvero a incontrarci.

E quando questo accade, anche le cose più semplici iniziano a cambiare in modo naturale: le reazioni diventano meno automatiche, le relazioni più leggibili, le decisioni meno confuse.

 

Per questo, se posso lasciarti qualcosa per questi giorni, non è un obiettivo, né un consiglio da applicare perfettamente, ma un piccolo invito:

ritagliati qualche momento, anche breve, e prova semplicemente a fermartia sentirea chiederti cosa sta succedendo dentro di te, senza volerlo cambiare subito

 

Perché a volte la rinascita non è un atto che compiamo, ma un processo che si attiva quando iniziamo a darci attenzione.

Nei workshop Flow lavoriamo proprio su questo spazio, che non è fatto di risposte pronte ma di esperienza diretta, di ascolto e di presenza, perché è lì che qualcosa si muove davvero, senza forzature.

Ti auguro che questo Aprile sia un momento in cui, invece di andare oltre, scegli di tornare a te.

 

Simone




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