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La noia non è il nemico


Ti ricordi i pomeriggi d'estate da bambino, quando non c'era niente da fare e le ore sembravano non finire mai?

Quel vuoto era insopportabile. Ed era anche il posto in cui nascevano tutti i giochi migliori.

Da adulti abbiamo eliminato quel vuoto con una precisione impressionante. Ogni fessura è coperta: la coda alla cassa, i tre minuti dell'ascensore, il semaforo, il momento prima di dormire. Abbiamo sempre qualcosa da guardare. E siamo convinti che sia riposo, mentre spesso è solo un altro tipo di lavoro per la testa.

Il punto è che il cervello ha bisogno di tempo non occupato per fare una cosa precisa: mettere in ordine. Rielaborare, collegare, digerire quello che è successo. Quando quel tempo non c'è, le esperienze si accumulano senza essere metabolizzate, e ci ritroviamo con la sensazione di aver vissuto tanto e ricordato poco.

Non a caso le idee non arrivano mai alla scrivania. Arrivano sotto la doccia, mentre camminiamo, mentre guardiamo fuori dal finestrino. Cioè esattamente quando non stiamo cercando niente.

C'è anche una parte più delicata, e te la dico con onestà. A volte non riempiamo il vuoto per pigrizia, lo riempiamo perché nel silenzio riaffiora qualcosa che preferiremmo non sentire. Una stanchezza vera, una domanda rimandata, una mancanza. Se ti succede, non è un fallimento dell'esercizio. È l'esercizio che sta funzionando.

Stare un momento in quello che arriva, senza scappare subito, è una delle cose più coraggiose che facciamo.



Esercizio 3, quindici minuti senza scopo

Trova quindici minuti oggi o domani in cui non fai assolutamente niente di utile.

Niente telefono, niente libro, niente musica, niente pulizie leggere per sentirsi a posto. Puoi stare seduto, sdraiato, o guardare fuori dalla finestra.

Metti un timer, così non devi controllare l'orologio.

Probabilmente dopo due minuti sentirai il bisogno di alzarti o di prendere il telefono. Nota quel bisogno e resta ancora un po'.

Alla fine, se ti va, scrivi su un foglio la prima cosa che ti è venuta in mente durante quei quindici minuti. Spesso è più interessante di quello che ci aspettiamo.

E se ti va, invia la foto di quello che hai scritto a hello@flowtribe.it.


Simone

FLOW TRIBE

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