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Quando la mente prende il sopravvento

Vuoi sapere come gestirlo e vivere con serenità? Scopri di più su come affrontare il rimuginio mentale e riprendere il controllo della tua giornata!



 

Immagina di svegliarti al mattino pieno di energia. Ti alzi, fai una buona colazione, e ti prepari per affrontare la giornata con determinazione. Tutto sembra perfetto: la colazione è deliziosa, il sole splende e ti senti pronto a conquistare il mondo.

Ma all'improvviso, un piccolo pensiero comincia a insinuarsi nella tua mente. Magari è qualcosa di banale, come un commento che hai fatto il giorno prima, una scadenza al lavoro che si avvicina o un piccolo errore che pensi di aver commesso.

Uscendo di casa, quel pensiero inizia a crescere.

Diventa un po' più ingombrante, occupa più spazio nella tua mente. Mentre cammini verso la fermata del tram, ti ritrovi a ripensarci continuamente.

Arrivi alla fermata e il tram è in ritardo: questo ti dà ancora più tempo per rimuginare. Il pensiero si amplifica, si ripete, si trasforma in una preoccupazione costante.

Mentre finalmente sali sul tram, quel pensiero è diventato quasi ossessivo. Non riesci più a distogliere l'attenzione. Da un pensiero insignificante, è diventato il protagonista della tua mente, condizionando il tuo umore e la tua capacità di concentrarti.


Questo è il rimuginio mentale, o overthinking.

È quando un pensiero che non è fondamentale per il momento prende il sopravvento, diventando un peso ingombrante che ci impedisce di vivere la giornata in modo sereno. Il rimuginio mentale è il modo in cui la nostra mente, in un eccesso di zelo, cerca di proteggerci. Ma questa protezione spesso si trasforma in ansia, stress e frustrazione.



Pensiamo ai nostri antenati delle caverne. Per loro, il pericolo era reale e imminente: una bestia feroce poteva comparire da un momento all'altro. La paura era una necessità per la sopravvivenza, e il cervello rettiliano, la parte più primitiva del nostro cervello, era costantemente all'erta. Questa parte del cervello è responsabile delle risposte di attacco o fuga, che un tempo erano cruciali per evitare i pericoli mortali.


Anche oggi, sebbene non dobbiamo più preoccuparci di essere attaccati da un predatore, quella stessa parte del cervello continua a funzionare, facendoci preoccupare per tutte le possibili minacce che percepiamo, anche se sono solo ipotetiche o minori. La nostra mente moderna, sovraccarica di stimoli e informazioni, tende a ingigantire i problemi, facendoci rimuginare su ogni dettaglio negativo.





Questo costante rimuginio può creare stati d'ansia e impedirci di vivere appieno le nostre giornate.

L'overthinking è profondamente legato alla paura e, se non gestito, può davvero compromettere la nostra qualità di vita. Le preoccupazioni ripetitive e incessanti possono anche influire sul nostro benessere fisico, causando problemi di sonno, tensioni muscolari e affaticamento.

Il rimuginio mentale spesso si presenta sotto forma di domande senza risposta che continuiamo a porci:

"E se ho sbagliato?", "Cosa penseranno di me?", "Cosa succederà se...?"

Queste domande generano un ciclo infinito di pensieri che, paradossalmente, non portano a soluzioni concrete ma solo a maggiore incertezza e angoscia.


Per gestire il rimuginio, è importante sviluppare consapevolezza e tecniche di mindfulness.

Pratiche come la meditazione, la respirazione profonda e il journal writing possono aiutare a liberare la mente e a ridurre lo stress.

Inoltre, è utile imparare a riconoscere i pensieri intrusivi e a interrompere il loro ciclo, attraverso un percorso di counseling.


Se ti riconosci in questa descrizione e vuoi approfondire come gestire meglio il rimuginio mentale, puoi partecipare ai nostri eventi o a fissare un incontro personale di counseling per la tua crescita personale.

Non lasciare che i pensieri prendano il sopravvento: impara a gestirli e a vivere con serenità.

Scrivimi per saperne di più.

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