Vivere il presente

Una parte importante di molti approcci di crescita personale è parlare di quanto succeda nel momento presente, quello che viene chiamato il “qui ed ora”. Se pur altamente inflazionata, questa tecnica rimane uno dei modi più veloci per entrare in contatto con se stessi.

Questo privilegio viene già sottolineata da alcuni psicoanalisti tra cui Adler, Reich, Jung e Perls.







In effetti, è nel presente che di fatto ci interroghiamo sulla nostra situazione di salute.

Nulla esiste eccetto l’adesso, il passato non è più, il futuro non è ancora.

Questo non vuol dire negare il passato o il futuro, perché restano dimensioni che conservano un autentico significato, sempre però, nell’adesso.


“Il passato esiste ora come memoria, nostalgia, rimpianto, risentimento, fantasia, leggenda e storia. Il futuro esiste qui e ora nel presente attuale come anticipazione, pianificazione, saggio, aspettativa, speranza e timore e disperazione” (L. Perls).


Questo radicamento nel qui e ora, con il mio corpo-sensazioni-emozioni-pensieri, permette di verificare in concreto come sto vivendo, quali sono gli ostacoli alla mia serenità, quali schemi sto ripetendo che mi allontano da essa e come interagisco con gli altri.


C’è un esercizio importante che possiamo fare per centrarci nel presente e ha a che fare con la teoria del “continuum della consapevolezza”.



Proviamo a chiudere gli occhi e a pensare “in questo momento mi sento” dando voce ai propri pensieri e provando a far uscire anche quelle cose “meno dicibili”.

Ora, una volta identificati e detti (se pur sotto voce o tra me e me) i propri pensieri, prova a chiederti:

“È reale quello che sto dicendo? È davvero così?”

Tra i pensieri che rimangono reali, puoi fare un ultimo step e chiederti cosa tu possa fare per migliorare questo e se la soluzione che pensi ti porti a un reale benessere.


Tutto ciò ci aiuta a stare nel presente.

Il presente favorisce l’impatto, il contatto più diretto e immediato con le cose, le fantasie, le emozioni.

La dimensione del passato o del futuro è spesso un modo per localizzare lontano da me situazioni e vissuti eludendo un confronto più diretto in cui sarei esposto ad assumermi le responsabilità delle mie reazioni.

L’ansia, sostiene F. Perls padre della Gestalt, è la tensione fra l’ora e il dopo.

L’importanza, quindi, di stare sul momento presente è il primo passo verso la propria responsabilità di voler la propria felicità.


È importante porre l’attenzione al nostro essere fluidi nell’agire, e nell’accettazione di tutto questo: in questo preciso momento mi sento in un modo, poco dopo, portando consapevolezza, potrei essermi spostato da quel modo e sentirmi diversamente.

Sono situazioni che sicuramente hai sperimentato: ad esempio una situazione in cui sentivi rabbia che si trasformata in quiete; o un momento di paura, che preso atto del sentirti nella paura, è diventata una situazione di maggiore tranquillità.


Stare nel flusso, osservarci nel flusso delle nostre emozioni e dei nostri desideri, ci indica quanto siamo in evoluzione: possiamo abbandonare quelle gabbie mentali del “io sono così” “non cambierò mai” “è sempre andata così”.


Sentire il presente, rilassarsi nel presente e affidarsi alla vita, sapendo che siamo mutabili, che le nostre emozioni sono mutabili e che siamo così vivi.

Fluire, nel momento presente, così come siamo, con i nostri desideri e le nostre emozioni.


Se vuoi approfondire o vuoi iniziare un percorso breve di crescita personale, puoi scrivermi a crescitapersonalemilano@gmail.com