Rallentare è anche saper dire no
- Simone Ferri

- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min

Fino a qui abbiamo lavorato su cosa fare. Oggi parliamo di cosa togliere, che è la parte che nessuno vuole affrontare.
Perché possiamo respirare lentamente quanto vogliamo, ma se la giornata è piena di cose che non abbiamo scelto, la calma dura il tempo dell'esercizio.
Ci raccontiamo che il tempo non c'è. Quasi sempre il tempo c'è, ed è stato dato a qualcos'altro. Un favore che potevamo non fare, una chiamata a cui potevamo rispondere domani, una serata accettata per non deludere, un messaggio di lavoro letto alle undici di sera perché tanto è solo un secondo.
Dietro c'è quasi sempre la stessa paura: se dico no, deludo. E se deludo, perdo qualcosa, la stima, l'affetto, il posto che occupo nella vita degli altri.
Nel lavoro con le persone questo tema torna continuamente. Chi fatica a dire no di solito non è debole, spesso è qualcuno che ha imparato presto che essere disponibile era il modo per essere accettato. È una strategia che ha funzionato, per quello resta.
Ma un no detto in tempo protegge un sì detto bene. Quando accetti tutto, la tua presenza si diluisce e finisci per essere ovunque a metà.
E c'è una cosa che dimentichiamo sempre: il no più difficile non è quello agli altri. È quello a noi stessi. Al controllo continuo delle mail, alla mezz'ora di scroll che dovevano essere cinque minuti, alla cosa in più fatta per non sentirsi in colpa.
Non serve diventare rigidi. Serve scegliere.
Esercizio 5, un no questa settimana
Individua una cosa, una sola, a cui questa settimana dirai di no.
Può essere un impegno che accetteresti per abitudine, una richiesta che puoi rimandare, o un no rivolto a te stesso, per esempio non aprire le mail di lavoro dopo cena.
Poi prova a dirlo senza costruire una lunga giustificazione. Una frase basta:
- questa volta passo
- non riesco, ci sentiamo la prossima settimana
- ne parliamo lunedì, oggi stacco
Dopo averlo detto, nota che cosa senti nel corpo. Sollievo, colpa, imbarazzo, tutto insieme. Non devi risolverlo, solo accorgertene.
E poi guarda cosa ci metti, in quello spazio che si è liberato.
Simone
FLOW TRIBE




Commenti